Dopo aver visto un film come "Mangia, Prega, Ama" ti rendi conto che è tutto completamente sintetizzato nelle poche righe della trama stessa. La visione del film infatti non aggiunge praticamente nulla di più, a parte le 2 ore e 20 minuti di interminabile noia ed inutile attesa di svolte epocali.
Il film è un collage di tre viaggi (Italia, India, e Balì) che risultano decisamente slegati tra loro, come se li avessero messi insieme da pezzi di film diversi. Certi passaggi, come il matrimonio fallito, il divorzio o la successiva storiella d'amore, non vengono sufficientemente messi a fuoco dando la sensazione di essere buttati li senza alcun senso soltanto per allungare il brodo di un film già abbastanza lungo senza aggiungere praticamente alcun che.
C'è la rappresentazione di un'Italia (che sembra di 30 anni fa) come il paese dove si viene per mangiare spaghetti, pizza, e gelati. Non si riesce a capire bene se il vero obiettivo era quello di parlare del "bel paese" e del "buon magiare" o semplicemente mettere in mezzo anche l'Italia e gli italiani con i suoi monumenti e il "dolce far niente" per cercare di portare qualche spettatore in più al cinema, magari italiano.
Il viaggio in India è il momento in cui ti aspetti che finalmente succeda qualcosa ma forse è pure peggio della prima parte ambientata a Roma. A tenere un po' viva l'attenzione è probabilmente soltanto l'interpretazione della solita Julia Roberts che comunque riesce a dare un senso ad un film altrimenti piuttosto anonimo.
La conclusione ambientata a Bali è forse la parte più scorrevole ma francamente nulla che si discosti gran che dalla mediocrità del film, farcito ogni tanto con qualche spunto più serio che forse vorrebbe far riflettere e potrebbe pure un po' commuovere ma che francamente stona un po' con il genere di film.
Il film è scontato, lento, noioso, banale e per certi versi pure un po' superficiale... chissà come sarà invece il libro da cui il film è stato tratto.







